Salute e Prevenzione

Lipoproteina(a): cos’è e perché è importante per la salute cardiovascolare?

Tempo di lettura: 5 minuti

Indice

La Lipoproteina(a), spesso abbreviata in Lp(a), è un parametro ancora poco conosciuto ma sempre più rilevante nella valutazione del rischio cardiovascolare, soprattutto nelle donne.

Accanto a parametri metabolici più noti, come glicemia, trigliceridi, colesterolo e pressione arteriosa, esistono fattori meno indagati che possono fare la differenza nella valutazione dell’equilibrio metabolico, come la lipoproteina a.

La sua importanza è particolarmente significativa nella salute cardiovascolare femminile, poiché l’assetto lipidico e metabolico subisce cambiamenti profondi durante il corso della vita della donna – età fertile, gravidanza, menopausa. La combinazione tra predisposizione genetica, variazioni ormonali e fattori metabolici può modificare il profilo di rischio in modo sostanziale.

Conoscere la Lp(a), misurarla e inserirla in una valutazione globale della salute metabolica rappresenta quindi un passo importante nella prevenzione cardiovascolare.

Cos’è la Lipoproteina(a)?

Per capire cos’è la lipoproteina a, possiamo partire dal viaggio che il colesterolo fa nel nostro sangue. Questo non circola da solo ma viene trasportato da particelle chiamate lipoproteine.

La Lp(a) è una particolare lipoproteina, che non va confusa con le LDL, anche conosciute come “colesterolo cattivo”.

La sua struttura infatti comprende:

  • una particella LDL-simile
  • una proteina aggiuntiva chiamata apolipoproteina(a), legata alla LDL.

Questa struttura particolare le conferisce caratteristiche biologiche specifiche, che la rendono potenzialmente più capace di favorire la formazione di placche aterosclerotiche nelle arterie.

Un aspetto fondamentale che va chiarito è che la lipoproteina a è determinata geneticamente, quindi i suoi valori alterati sono spesso correlati a una predisposizione ereditaria e non a cattive abitudini.

Perché la Lipoproteina(a) può aumentare il rischio cardiovascolare?

La lipoproteina(a), o Lp(a), è oggi riconosciuta come uno dei principali fattori di rischio cardiovascolare indipendenti. Numerosi studi hanno infatti mostrato come livelli elevati di Lp(a) contribuiscano alla progressione della malattia cardiovascolare attraverso diversi meccanismi biologici.

Mani che formano un cuore su sfondo bianco, simbolo di cura e prevenzione della salute cardiovascolare.

In particolare, è emerso come possa:

  • promuovere l’accumulo di colesterolo nella parete arteriosa, favorendo la formazione di cellule schiumose e la crescita della placca aterosclerotica;
  • amplificare i processi infiammatori vascolari.

Questi meccanismi concorrono ad aumentare il rischio di eventi cardiovascolari maggiori, tra cui malattia coronarica e infarto del miocardio, ictus ischemico e stenosi della valvola aortica.

In particolare, è emerso come possa:

  • promuovere l’accumulo di colesterolo nella parete arteriosa, favorendo la formazione di cellule schiumose e la crescita della placca aterosclerotica;
  • amplificare i processi infiammatori vascolari.


Questi meccanismi concorrono ad aumentare il rischio di eventi cardiovascolari maggiori, tra cui malattia coronarica e infarto del miocardio, ictus ischemico e stenosi della valvola aortica.

Mani che formano un cuore su sfondo bianco, simbolo di cura e prevenzione della salute cardiovascolare.

Il rischio cardiovascolare associato alla Lp(a) diventa ancora più significativo quando valori elevati si combinano con altri fattori di rischio “tradizionali”, come LDL‑colesterolo alto, ipertensione, diabete, sovrappeso o fumo di sigaretta.

Per queste ragioni, le più aggiornate società scientifiche internazionali raccomandano la misurazione della Lp(a) almeno una volta nella vita adulta, integrandola negli approcci di prevenzione cardiovascolare personalizzata, soprattutto nei soggetti con storia familiare o con rischio non completamente spiegato dai fattori tradizionali.

Lipoproteina(a) alta: quando preoccuparsi e quali sono i valori di riferimento

La quantità di Lipoproteina(a) nel sangue non è uguale per tutti, infatti, può variare molto anche in base all’origine etnica.

In generale, le persone caucasiche tendono ad avere livelli mediamente più bassi, mentre nelle persone afroamericane le concentrazioni risultano spesso più elevate. Questa differenza è importante perché il valore di Lp(a) va sempre interpretato nel contesto della popolazione di riferimento.

In passato, studi condotti prevalentemente su popolazioni caucasiche avevano individuato 50 mg/dL come valore soglia oltre il quale il rischio di eventi cardiovascolari aumentava in modo significativo. Per questo motivo, la European Society of Cardiology nel 2016 e l’American Heart Association nel 2018 hanno adottato questo limite nelle loro linee guida.

Oggi però sappiamo che la realtà è più sfumata: il rischio cardiovascolare può aumentare anche con valori inferiori a 50 mg/dL.

In generale, non esiste un unico numero valido per tutti: la valutazione della Lp(a) dovrebbe essere sempre personalizzata, tenendo conto delle caratteristiche individuali e del profilo complessivo di rischio cardiovascolare.

Un’attenzione particolare alla salute cardiovascolare femminile

Le malattie cardiovascolari nelle donne, sia a livello culturale sia clinico, sono ancora sottovalutate.

Donna di mezza età con le mani appoggiate sul petto all’altezza del cuore.

Per molto tempo si è pensato che il rischio cardiovascolare femminile fosse inferiore rispetto a quello maschile.

Se durante l’età fertile gli estrogeni offrono una certa protezione sul profilo lipidico e vascolare della donna, con la menopausa questa protezione si riduce e aumentano LDL, pressione arteriosa e rischio metabolico.

In questo contesto, la valutazione della Lp(a) può contribuire a una stima più accurata del rischio cardiovascolare nelle donne, permettendo una prevenzione più mirata.

Donna di mezza età con le mani appoggiate sul petto all’altezza del cuore.

Per molto tempo si è pensato che il rischio cardiovascolare femminile fosse inferiore rispetto a quello maschile.

Se durante l’età fertile gli estrogeni offrono una certa protezione sul profilo lipidico e vascolare della donna, con la menopausa questa protezione si riduce e aumentano LDL, pressione arteriosa e rischio metabolico.

In questo contesto, la valutazione della Lp(a) può contribuire a una stima più accurata del rischio cardiovascolare nelle donne, permettendo una prevenzione più mirata.

La salute metabolica femminile cambia nelle diverse fasi della vita e richiede un approccio sempre più personalizzato.

Si può ridurre la Lipoproteina(a)? Consigli di prevenzione

Alla domanda come abbassare la lipoproteina a, attualmente, la risposta è  che risulta poco modificabile con dieta e stile di vita, perché fortemente influenzata dalla genetica.

Tuttavia, questo non significa che non si possa fare nulla.

È possibile ridurre il rischio cardiovascolare globale intervenendo sui fattori modificabili come il controllo del colesterolo LDL, la gestione della pressione arteriosa, ma anche l’equilibrio della glicemia, il mantenimento di un peso corporeo adeguato, attività fisica regolare e alimentazione equilibrata.

Investire nella gestione del rischio cardiovascolare, con un’attenzione continua alla salute metabolica e al cuore, può sicuramente rappresentare una strategia concreta ed efficace per fare vera prevenzione nel tempo.

Bibliografia:

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