Conoscere il Picco Glicemico e che impatto ha per la salute

Quando mangiamo, gli alimenti si scompongono nel nostro apparato digerente, fino a diventare molecole semplici (glucosio, amminoacidi, vitamine, minerali, acidi grassi), che verranno riversati nel sangue per essere poi usati da tutte le cellule del corpo. 

I carboidrati sono assorbiti come glucosio che, una volta nel sangue, porta all’aumento della glicemia (concentrazione di glucosio nel sangue), fino a un valore massimo, il picco glicemico post prandiale

Grazie all’insulina poi questo valore inizierà ad abbassarsi. L’insulina, infatti, è l’ormone prodotto dal nostro organismo per far entrare il glucosio nelle cellule perché venga utilizzato, rimuovendolo dal circolo ematico.

fame nervosa

Segni e sintomi più comuni:

Ripetuti e frequenti picchi glicemici elevati durante la giornata possono causare:

  • aumento della formazione di grassi con espansione della massa adiposa;
  • aumento della produzione di insulina, che a lungo andare può portare a insulino-resistenza e anche diabete mellito di tipo 2;
  • continuo senso di fame;
  • accumulo di glucosio nel fegato, dove l’eccesso verrà trasformato in trigliceridi con formazione di grasso ectopico (epatopatia steatosica correlata con il metabolismo).

Con vari meccanismi poi, queste condizioni possono provocare negli anni varie patologie metaboliche.

Ecco perché è importante essere consapevoli dell’andamento della nostra glicemia. Per farlo ci basta un glucometro che ci da informazioni sulla concentrazione di glucosio in quel momento.

L’ideale sarebbe misurarne il valore prima e dopo il pasto (magari dopo un’ora e dopo due), per vedere le sue oscillazioni. Tuttavia, fare periodicamente le analisi del sangue, indagando, insieme al proprio medico, glicemia e insulina a digiuno a digiuno, emoglobina glicata, colesterolo e trigliceridi, può già garantirci un buon monitoraggio.

Per approfondire questo argomento leggi larticolo

Che differenza c'è tra picco glicemico e indice glicemico?

Il picco glicemico è il più alto valore di concentrazione di glucosio nel sangue dopo un pasto. 

L’indice glicemico, invece, è un sistema di classificazione numerica utilizzato per misurare la velocità di digestione e assorbimento dei cibi contenenti carboidrati e il loro conseguente effetto sulla glicemia post prandiale. 

In generale, quindi, un alimento che ha un alto indice glicemico, potrebbe provocare un alto picco glicemico una volta assunto. È importante però precisare che alla definizione del picco glicemico concorrono anche altri parametri come la soggettività della persona, le condizioni in cui si sta assumendo quell’alimento e l’insieme dei cibi assunti nello stesso pasto.

misuratore glicemia poggiato su tavolo

Come riconoscere il picco glicemico?

Il raggiungimento del picco glicemico non dà sintomi percepibili alla maggior parte delle persone in salute. L’unico modo per conoscerlo è misurare la glicemia dopo il pasto.

La massima concentrazione di glicemia però si potrebbe raggiungere dopo un tempo variabile dall’inizio del pasto, indicativamente dopo mezz’ora/un’ora, ma non è certo, dipende molto dai tempi di digestione, dalla qualità e quantità del cibo ingerito nel pasto. Solitamente tende a riabbassarsi dopo circa 2 ore.

Come modulare la glicemia in modo naturale?

È fondamentale scegliere i cibi da assumere favorendo quelli ricchi di fibre. 

Mangiando regolarmente verdure, cereali integrali e legumi possiamo modulare la glicemia. Se non dovesse bastare è sempre consigliabile consultare il proprio medico di fiducia.
Anche muoversi ogni giorno e adottare uno stile di vita sano sono utili per favorire l’equilibrio dei fisiologici livelli di glicemia e prendersi cura della propria salute metabolica.

Clicca qui per scoprire degli utili esercizi per il benessere fisico e mentale.

bollino con una busta di verdure

Vuoi dei consigli su come gestire il picco glicemico grazie all’alimentazione?